Un corteo di braccianti scende lungo il sentiero seguito da un minuscolo trattore cingolato, l'unico in grado d'infilarsi tra le vigne. È tempo di vendemmia che qui, nella Tenuta La Court a Castelnuovo Calcea, si fa manualmente perché i filari serrati sul terreno in pendenza non permettono il passaggio di altre macchine. Sono 22 ettari di viti intessute a trama fitta su due colline che si aprono ad anfiteatro tra la cascina Castello e la cascina La Court. I grappoli della Barbera sono maturi e bisogna fare in fretta. La piccola processione sciama lungo il pendio sorvegliata a vista dalle maschere-sculture in rame, ferro di recupero o pietra e poste sui pali di testata alla fine dei filari. Sono i Guardiani della vigna che, come voleva la tradizione contadina, sono pronti a respingere la tempesta e il malocchio. In fondo alla discesa, sull'alto di un poggio si stagliano le sagome di tre cipressi e proprio lì si scorge il Sito del fuoco: un sole e due bracieri in rame dal quale salgono fiamme in vetro colorato. Le teste segnapalo, così come le altre opere disseminate tra i vigneti, sono diventate parte integrante del paesaggio. Ed è questo uno degli obiettivi a cui puntava Michele Chiarlo, titolare dell'omonima azienda vitivinicola, quando ha realizzato un parco arti stico con sede nella sua tenuta. L'ha chiamato Orme su La Court, vale a dire tracce del passaggio dell'uomo nelle vigne. Non era una struttura museale con opere stati che quella che Chiarlo aveva in mente.
Qui ci voleva un'arte dinamica che sapesse dialogare con la natura del posto. E ci voleva un artista visionario capace di tradurre il linguaggio dei simboli e del fantastico. L'artista c'era, bastava convincerlo. E così Emanuele Luzzati, già ottuagenario, tre anni fa realizzò le scenografie dei percorsi e degli spazi del parco che hanno preso forma grazie alla collaborazione di un pool di altri arti sti: oltre a quello del fuoco, il Sito dell'acqua dove su una parete di piastrelle in vetro spicca una grande sirena in terracotta e dove l'acqua scende a rivoli intorno a una piramide in vetro; o, ancora, il Sito dell'aria nel quale all'interno di una voliera in filo metallico volteggiano uccelli colorati.
Il parco si anima soprattutto nelle sere d'estate quando diventa sede di eventi artistici ed enogastronomici e brulica di gente, dall'aia di cascina La Court, con le statue surreali di Luzzati, alla torre osservatorio di cascina Castello dalla quale si scorgono file di colline a perdita d'occhio e s'intravedono, tra gli altri, i borghi di Agliano, Calamandrana, Moasca e Loazzolo. |
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